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  • Alexandra Hospedales
  • 16 set 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 1 ott 2025

Il Tribunale Supremo riconosce il diritto alla retribuzione completa nei contratti di sostituzione irregolari: STS 3751/2025


Il Tribunale Supremo tutela i diritti nei contratti di sostituzione fraudolenti


Il Tribunale Supremo, con la Sentenza del 22 luglio 2025 (STS 3751/2025, Sala Sociale), si è nuovamente pronunciato su una questione di grande rilevanza nell’ambito del lavoro: la validità dei contratti di sostituzione e i diritti retributivi connessi quando vengono stipulati in modo irregolare.


Il caso riguardava un lavoratore che, dopo aver accumulato più di venti contratti a tempo determinato in frode alla legge, aveva acquisito la condizione di “indefinito non fisso”. Tuttavia, al momento della sottoscrizione di un contratto di sostituzione nel 2018, gli era stata applicata una riduzione dell’orario del 75%, passando da un rapporto a tempo indeterminato e a tempo pieno a un contratto temporaneo part-time.


Il lavoratore ha rivendicato le differenze retributive derivanti da tale riduzione indebita, sostenendo che l’azienda fosse obbligata ad assumerlo a tempo pieno.


La dottrina del Tribunale Supremo


L’Alta Corte ha ricordato che:


  • L’articolo 12.6 dello Statuto dei Lavoratori e la normativa vigente dal Real Decreto-Legge 5/2013 stabiliscono che, quando la riduzione dell’orario del pensionato parziale raggiunge il 75%, il contratto di sostituzione deve essere a tempo indeterminato e a tempo pieno.


  • Passare da un contratto a tempo indeterminato non fisso a un contratto temporaneo part-time è una pratica vietata e costituisce una rinuncia a diritti fondamentali (art. 3.5 ET).


  • Di conseguenza, il lavoratore ha diritto a percepire la retribuzione corrispondente al tempo pieno, poiché la riduzione imposta era contraria alla legge.


La Sala ha applicato l’articolo 30 ET (“impossibilità della prestazione per causa imputabile all’imprenditore”) per giustificare che il lavoratore conservi il diritto alle retribuzioni non percepite, accogliendo la richiesta di oltre 7.200 euro a titolo di differenze retributive.


Impatto pratico per imprese e lavoratori


Questa pronuncia ha un forte impatto nella pratica del diritto del lavoro:


  1. Imprese: devono prestare la massima attenzione nella formalizzazione dei contratti di sostituzione. Un errore può comportare condanne retributive e la dichiarazione di frode alla legge.


  2. Lavoratori: la sentenza rafforza la loro tutela contro riduzioni ingiustificate dell’orario e conferma che i diritti acquisiti non possono essere persi tramite manovre contrattuali.


  3. Studi legali e consulenti del lavoro: la sentenza offre una solida base giurisprudenziale per rivendicare differenze retributive nei casi di contratti di sostituzione irregolari.


La STS 3751/2025 segna un punto di svolta: un lavoratore a tempo indeterminato non fisso non può essere trasformato in temporaneo part-time tramite un contratto di sostituzione irregolare. Tali trasformazioni sono nulle e aprono la strada a rilevanti richieste retributive.


In Grupo AH supportiamo imprese, liberi professionisti e lavoratori nell’anticipare i rischi e garantire la validità dei rapporti di lavoro. Perché un contratto mal formulato non incide solo sul presente, ma può compromettere il futuro economico e legale di entrambe le parti.



 
 
 

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