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  • Alexandra Hospedales
  • 15 set 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 1 ott 2025

Il Tribunale Supremo fissa i limiti agli accordi transattivi in ambito lavorativo


L’Auto del Tribunale Supremo (ATS 7856/2025, Sala Sociale, 1 settembre 2025) analizza una questione di particolare rilevanza: fino a che punto possono spingersi gli accordi transattivi in materia di lavoro e quali limiti impone la legge.


La controversia è sorta a seguito della richiesta di un lavoratore, che rivendicava differenze retributive e il riconoscimento di una categoria professionale superiore. Dopo aver attraversato i gradi di giudizio inferiori, le parti hanno deciso di porre fine al conflitto mediante un accordo durante la fase di ricorso in cassazione.


Quali sono stati i termini dell’accordo? 


  • Il lavoratore accettava di rinunciare alla propria rivendicazione relativa alla classificazione professionale.

  • L’azienda si impegnava a corrispondere somme economiche a titolo di salari, interessi e spese processuali.

  • L’accordo includeva una clausola aggiuntiva: il lavoratore rinunciava ad esercitare qualsiasi azione futura connessa alla classificazione professionale, anche in presenza di fatti nuovi.


Il Tribunale ha riconosciuto che:


  • L’art. 235.4 della LRJS consente di raggiungere accordi in qualsiasi fase del processo.

  • Tuttavia, l’art. 3.5 dello Statuto dei Lavoratori vieta di disporre di diritti di carattere inderogabile.

  • Una rinuncia ampia e assoluta al diritto di agire in futuro viola la tutela giurisdizionale effettiva e non può essere omologata.


Per questo motivo, l’Alta Corte ha deciso di respingere l’omologazione dell’accordo e ha ordinato di proseguire con la trattazione del ricorso.


Implicazioni pratiche


Questo auto ha una chiara ripercussione nella pratica del diritto del lavoro:

  • Per le imprese: non tutto può essere oggetto di accordo. Gli accordi che cercano di chiudere in modo artificiale conflitti relativi a diritti indisponibili possono essere respinti.

  • Per i lavoratori: si rafforza la garanzia che non potranno essere privati del diritto di reclamare in futuro se dovessero emergere nuovi fatti.

  • Per consulenti e avvocati: la redazione delle transazioni deve essere precisa, equilibrata e rispettosa dei limiti legali, evitando clausole che potrebbero essere dichiarate nulle.


Il Tribunale Supremo ricorda che gli accordi transattivi sono uno strumento valido ed efficace per risolvere le controversie di lavoro, ma i loro limiti sono chiaramente definiti. La negoziazione può riguardare aspetti economici o processuali, ma non può mai annullare in blocco i diritti essenziali del lavoratore.


In Grupo AH aiutiamo imprese, liberi professionisti e lavoratori a negoziare e redigere accordi sicuri, equilibrati e omologabili, riducendo al minimo i rischi futuri e garantendo tranquillità giuridica.



 
 
 

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